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Blog sul pianoforte, news e informazioni sul mondo delle 88 note. Centinaia di spartiti musicali da scaricare gratis, lezioni e suggerimenti di tecnica pianistica per suonare facilmente. Di Giulio Cinelli

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Finalmente, dopo più di 30 esercizi di preparazione, siamo pronti per eseguire un pezzo a 5 dita. Un brano sconosciuto ma abbastanza orecchiabile, “In May” di F.Behr. Come già accennato qua sopra le note utilizzate sono limitate alle prime 5 note (dal do al sol) con qualche rara eccezione per la mano sinistra. Infatti questa mano “sbanda” leggermente verso il basso, toccando il si con il 5 dito, e verso  l’alto con il la, su cui andrà a poggiare l’1.

Spostare dalla posizione base la mano sinistra sarà l’unica nuova difficoltà che incontrerete, ma state attenti, le insidie si nascondono dietro ogni angolo. Sopratutto nelle ultime tre battute del secondo rigo! Attenzione!

Un ultima raccomandazione: studiate a mani separate il brano e date molta importanza alla mano sinistra, sopratutto nella fase iniziale. Quando vi sentirete pronti, provate ad unire, studiando lentamente e andando avanti con estrema calma.

Qua lo spartito

E il video dell’esecuzione

Ecco un regalo anticipato per natale: 3 buoni esercizi per scaldarvi se non vi funziona il riscaldamento.

Gli esercizi 35-36 e 37 infatti sono abbastanza tosti. Io ricordo che faticai un sacco per impararli, a causa dello sfalsamento tra sinistra e destra. Vi spiego rapidamente: se fino all’es.32 le mani erano entrambe posizionate sulle 5 note bianche partendo da do, e dal 32 al 35 ci eravamo spostati di una quinta in avanti (dal do al sol), ecco che il 35 inizia a mescolare le carte in tavola. La sinistra sarà posizionata con il 5 dito nel SOL alla sinistra del Do centrale e la destra invece suonerà le stesse note dei primi 30 esercizi, dal do al sol.

Inzialmente farete un casino tremendo. Per evitare confusione e caos, il mio consiglio, è quello di studiarvelo a mani separate e a unirlo piano piano.Il 35 e il 36 sono molto simili, sono in quattro quarti e le figure adoperate sono all’incirca le stesse. Quindi una volta capito il sistema vi velocizzerete di molto nell’assimilazione.

Nel es.37 dovrete spostare la mano destra e posizionarla con il primo dito sul Sol subito a destra del Do centrale. La mano sinistra rimarrà ferma.

Suonate lentamente, a mani separate. Quando vi sentirete sicuri unitele, gradualmente, ad una velocità molto molto lenta. In seguito potrete aumentare, fino al tempo Allegretto.

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  • La pausa è finita! Se credevate che avessi dimenticato gli esercizi del Beyer vi sbagliate di grosso! Ci ho pensato a lungo per tutta la settimana, anzi per due settimane. Mi sono mobilitato: armato di telefono ho chiamato un sacco di amici pianisti, ma nessuno, dico nessuno ha voluto prestarmi 2 mani. Allora sono passato alle donne. Ho conosciuto da poco più di un mese una ragazza, simpatica, carina che per l’appunto suona il pianoforte. Quale migliore occasione per incrociarsi in un fraseggio armonioso? Avete ragione, il Beyer non è poi tutta questo intrigo, però meglio di niente. Lei invece ha scelto il niente, cioè ha rifiutato con un sacco di scuse banali questa occasione… speciale… magari diventava famosa!

    Allora eccomi qua, senza video ma con qualcosa da dire su questi tre esercizi. Come potrete notare in alto a sinistra, dove sono indicate le note utilizzate ci siamo spostati di una quinta. Anzichè partire dal Do, l’allievo, cioè voi, dovrete posizionare l’1 della destra e il 5 della sinistra sul SOL. Le altre quattro note, per le restanti dita, saranno il LA , il SI, il DO ed il RE. Cambiano quindi per la prima volta le posizioni, ma la “rivoluzione” sarà minima.

    Ricordo questi esercizi veramente facili, in particolar modo per l’esecuzione delle stesse note sia con la sinistra che con la destra. Anche dal punto di vista del tempo, non ci sono novità. Le durate e i riff riprendono quelli degli esercizi precedenti. L’accortezza finale che mi sento in dovere di segnalare è che il corpo deve rimanere sempre in posizione centrale anche se le mani si allontanano dal centro della tastiera.

    Ecco il video dell’esecuzione dei tre esercizi. Ringrazio il cameraman Andrea e in particolar modo il “maestro”, ovvero Patrizio, mio amico e collega del Siena Jazz.

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  • La difficoltà degli esercizi rimane pressochè uguale, forse anche più semplici della pagina precedente. Viene introdotto però un nuovo concetto, quello della legatura di valore.

    La legatura di valore “lega” due note consecutive (importante!) uguali (per altezza ma non per durata) fra di loro. Viene usata comunemente in sostituzione al punto di valore o quando la nota deve durare per piu di una battuta.

    Il do della mano sinistra della prima battuta dura 5 movimenti. Per quale motivo? Perchè la semibreve (4 mov) e la semiminima (1mov) sono unite dalla legatura di valore. Quel segno che parte dal do della prima battuta e arriva al do della seconda, da non confondere con la legatura di portamento, è la legatura di valore. Le due note si uniscono, i loro valori si sommano: 4+1=5. L’esecuzione sarà continuativa, si premerà una sola volta sul tasto! Non più per 4 movimenti ma per 5. Per capire meglio vi consiglio di dare un’occhiata al video.

    Come già detto in precedenza questi esercizi riprendono le difficoltà tecniche dei precedenti. Presto, molto presto, potrete suonare il vostro brano a cinque dita. Alla prossima!

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  • Purtroppo non ho molto tempo da dedicare questa settimana al classico appuntamento con il beyer. Gli esami mi costringono a distogliere l sguardo dal monitor e a orientarmi sul cartaceo.

    Gli esercizi che vorrei proporre quest’oggi sono il 26, il 27 ed il 28. Le difficoltà crescono, sopratutto perchè mano sinistra e mano destra (vedere la settima battuta del 26) suonano più note insieme ed è facile confondersi.

    Potreste avere difficoltà con le battute in cui al basso ci sono due note: una di 3 movimenti e una di uno che batte prima della battuta successiva. Mi ricordo che mi causarono un bel po di problemi. La battuta 7 del 28 ne è un altro buon esempio.

    I miei consigli sono di iniziare un esercizio alla volta e non appena lo si è acquisito (bene però, fate i vostri passi con calma!!) di passare al successivo. Per ogni esercizi suggerisco di suonarli inizialmente a mani separate, poi a mani unite ma LENTAMENTE. E sopratutto suonare mille volte le battute che non riescono, poi i gruppi di battute vicini fra loro in modo da rendere il tutto omogeneo e fluido.

    E adesso vi lascio allo studio.

    Pagina con gli esercizi

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  • Avete suonato correttamente gli esercizi della lezione precedente? Bene, allora siamo pronti per questi quattro nuovi esercizi: il 22, 23, 24 e 25.

    Nell’esercizio n.22 dobbiamo fare attenzione alle note che mettiamo nelle mano sinistra, sopratutto le minime. Anche quel mi che lancia la frase del secondo rigo potrebbe dare dei problemi, come la pausa della 5a battuta.

    Nel 23 le mani si alternano, una suona l’altra tiene una nota fissa. Ripetiamo più volte la penultima battuta di ogni rigo, per evitare spiacevoli intoppi.

    Il 24 è molto simile al 23. Bisogna impegnarsi di più su quelle battute in cui ambedue le mani suonano più note (es.4, 6,7 battuta ecc…).

    L’ultimo esercizio proposto, il 25, è molto particolare: sinistra e destra suonano quasi sempre ad una sesta di distanza (sol-mi, fa-re ecc…) ma divergono in alcuni punti, nella quarta e dodicesima battuta. La sinistra scende, mentre la destra sale.

    Per il resto, nessuna novità. Suonateli il più possibile facendo attenzione alle battute evidenziate.

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  • Eccoci all’esercizio numero 19. Un allegretto in 3/4 che non ha particolari difficoltà se non in alcune battute (tipo la 4) in cui la sinistra riamane ferma per lasciare spazio alla destra (che suonerà uno staccato).

    Il 20, sarà un po fastidioso per il tempo: sul battere del 4 movimento di ogni battuta, la mano destra, dopo aver eseguito una nota di 3 movimenti, lascera spazio ad una nota da un movimento. Si crea un ritmo leggermente sincopato, difficoltà che viene attenuata dall’accompagnamento sempre presente e regolare.

    Nel 21, in cui si utilizzano tutte e cinque le note sia con la sinistra che con la destra ha, secondo me, una difficoltà abbastanza rilevante nella battuta finale del primo rigo in cui le note di sinistra e destra non suonano nello stesso momento. Il resto dell’esercizio è abbastanza regolare e intuitivo.

    E’ vero, sono stato abbastanza stringato, ma non ci sono novità rilevanti, c’è solo da suonare!

    Vi lascio al video dell’esecuzione:

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  • Facciamo un passo indietro e riprendiamo l’esercizio numero 16 del Beyer (lo avevamo saltato) che forse, tra i primi 20, è quello che merita più attenzione. Mano sinistra e mano destra vanno insieme secondo una logica, ma acquistano, rispetto agli es. precedenti, maggiore indipendenza. La due mani, infatti, difficilmente suonano la stessa nota. Occorre prudenza e perchè no, l’esecuzione del pezzo a mani separate.

    Come sempre, il video!

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  • Le scale - La scala di Do maggiore

    La scala musicale è una successione graduata di suoni disposti in ordine di toni e semitoni, ed è generata da una serie di sei giuste ascendenti. Su Wikipedia viene definita come una successione ascendente o discendente di suoni (note ossia frequenze) compresi nell’ambito di un’ottava.

    Tra le scale più conosciute la scala diatonica, che è una scala musicale formata da sette delle dodici note che compongono la scala cromatica, susseguentisi secondo una precisa successione di sette intervalli, cinque toni due semitoni. In particolare il modo maggiore, modo della scala diatonica, deve rispettare il seguente schema:

    I       II      III       IV      V      VI      VII       I  (VIII)
      Tono     Tono     Semit.   Tono   Tono    Tono     Semit.

    Può essere applicato partendo da qualsiasi nota musicale. Ad esempio, partendo dal do, rispettando le distanze tonali tra le note, è possibile costruire una scala maggiore di do. Es:

    Do      Re      Mi          Fa        Sol      La      Si          Do
       tono    tono    semitono    (tono)     tono    tono    semitono
    Immagine:C maj.png

    Ora che conosciamo le note vediamo come suonarle con il pianoforte. Sia con la mano sinistra che con quella destra! E poi… a mani unite!

    Mano destra: do, re e mi, vanno eseguite rispettivamente con l’1 il 2 e il 3. A questo punto avviene il passaggio del pollice che va a prendere il fa. Il resto delle note fino al do vanno toccate con le dita successive, una per ogni nota sopra al fa (sol-2, la-3, si-4, do-5).

    Arrivati al do si compie a ritroso la scala in modo speculare all’andata. Arrivati in fatti al fa con l’1, si dovrà passare il medio e andare a colpire il mi. A questo punto ci ritroveremo l’indice (il 2) e il pollice pronti a colpire re e do.

    Con la sinistra si ha il passaggio dal SOL al LA con il terzo dito (l’indice) e poi quando si torna dal LA al SOL con il passaggio del pollice.

    Purtroppo, la cosa è piu facile da fare praticamente che da dire. Presto, non appena possibile postero un video della scala. (perdonatemi se non l’ho ancora fatto)

    Rieccoci al nostro consueto appuntamento con le lezioni sul Beyer. Non ci crederete ma se siete arrivati fin qui avete fatto sicuramente dei passi da gigante! Quindi, bene, continuiamo così.

    L’esercizio numero 16 va saltato, almeno per ora. Anche il mio maestro decise di accantonarlo, probabilmente per la disparità di difficoltà tra gli esercizi precedenti e successivi. Rispettiamo quindi la tradizione e aspettiamo, almeno altre 2 o tre lezioni prima di riprenderlo.

    Eccoci quindi al numero 17: esercizio sempre sulle 5 note è progettato per far muovere un pò quella mano sinistra, che troppo spesso viene sacrificata. In questo esercizio dovrete suonare con questa mano quasi esclusivamente note da 1/4. La destra invece da 4/4. Si andranno a invertire le parti nelle ultime due battute del secondo rigo, per poi ripetere una soluzione simile alla prima.

    Il numero 18 è in 3/4 con la destra che suona la melodia, mentre la sinistra inserisce degli accordi (due note). La difficoltà sarà infatti quella di suonare due note nello stesso momento.

    Seguite il video per maggiori delucidazioni.

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