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	<title>PianoSolo - Spartiti gratuiti per pianoforte, lezioni di piano e suggerimenti per imparare velocemente</title>
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	<description>Blog sul pianoforte, news e informazioni sul mondo delle 88 note. Centinaia di spartiti musicali da scaricare gratis, lezioni e suggerimenti di tecnica pianistica per suonare facilmente. Di Giulio Cinelli</description>
	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 06:24:17 +0000</pubDate>
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		<title>Mamas and Papas - Dream a little dream of me</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 06:24:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Normalmente accreditata a Fabian Andre e Wilbur Schwandt, con le parole di Gus Kahn, Dream a little dream of dream vede la luce il 18 Febbraio del 1931, con una registrazione della  Wayne King Orchestra. Le reinterpretazioni di questo pezzo sono state centinaia; spiccano nomi celebri come Ella Fitzgerald, Louis Amstrong. Ma la versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JcuYs9lKYv4HzM:http://www.rockphiles.com/all_images/Act_Images/TheMamasAndThePapas/mamasAndPapas260.jpg" alt="" width="99" height="116" />Normalmente accreditata a Fabian Andre e Wilbur Schwandt,<sup id="cite_ref-0" class="reference"><span> </span></sup>con le parole di Gus Kahn, <em><strong>Dream a little dream of dream </strong></em>vede la luce il 18 Febbraio del 1931, con una registrazione della  Wayne King Orchestra. Le reinterpretazioni di questo pezzo sono state centinaia; spiccano nomi celebri come<strong> Ella Fitzgerald, Louis Amstrong.</strong> Ma la versione più famosa, che ha contribuito a renderla uno standard, è quella di &#8220;Mama&#8221; <strong>Cass Eliot</strong>, dei <strong>Mamas and Papas</strong> nel 1968. Che bella interpretazione! Vi lascio all&#8217;ascolto&#8230;</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/ajwnmkEqYpo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ajwnmkEqYpo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Dubitavate? <a href="http://dl.getdropbox.com/u/439797/Spartiti/Mamas%20and%20the%20Papas%20-%20Dream%20a%20little%20dream%20of%20me2.pdf" class="external" target="_blank">Scarica gratis la partitura </a>di <em><strong>Dream a little dream of me</strong></em>.</p>
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		<title>Giovanni Allevi - Monolocale 7:30 (spartito per pianoforte)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 06:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La critica sollevata da Uto Ughi a Giovanni Allevi ci ha dato modo di riflettere. Molti sono stati i commenti nel vecchio post, tantissime persone hanno voluto lasciare un commento sulla vicenda, sulla musica di Allevi. Talento o buffone? Secondo me nessuno dei due, un buon musicista senza troppe pretese. A sentire lui&#8230; nessuna pretesa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid;" src="http://tbn3.google.com/images?q=tbn:_iGzWKN8n41wiM:http://img475.imageshack.us/img475/8411/goodbyerhapsodybyliestervv2.jpg" alt="" width="88" height="126" />La critica sollevata da <strong>Uto Ughi </strong>a <strong>Giovanni Allevi</strong> ci ha dato modo di riflettere. Molti sono stati i commenti nel vecchio post, tantissime persone hanno voluto lasciare un commento sulla vicenda, sulla musica di Allevi. Talento o buffone? Secondo me nessuno dei due, un buon musicista senza troppe pretese. A sentire lui&#8230; nessuna pretesa: un sogno nel cassetto, tanta volontà e caparbietà. Ma sopratutto un monolocale buio, stretto e angusto, dove soltanto un raggio di sole rosso, alle 7:30, filtrava a stento dalle finestre. Da qui il nome di uno dei pezzi più conosciuti di Giovanni Allevi: <strong>Monolocale 7:30</strong>, composto nel &#8220;lontano&#8221; 2003.  Su e-mule ho trovato una ottima trascrizione di Nicola Morali, presente anche tra i miei link amici. Prima di scaricare lo spartito però, ascoltatela:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/wWmcL0kPH1A&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wWmcL0kPH1A&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><a href="http://dl.getdropbox.com/u/439797/Spartiti/Giovanni%20Allevi-Monolocale%20730%20Am.pdf" class="external" target="_blank">E ora scarica gratis la partitura per pianoforte</a></p>
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		<title>Suona virtuale - YouTube Orchestra</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 05:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Doremi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se l&#8217;idea di esibirvi alla Carnegie Hall di New York solletica il vostro ego, l&#8217;occasione è arrivata. Grazie all&#8217;orchestra sinfonica di YouTube. Si, perché, tra le tante trovate del sito tra i più visti al mondo, c&#8217;è un il progetto della prima orchestra virtuale. Tutti, amanti e amatori, professionisti e dilettanti della musica sono invitati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="sfondo" src="http://i1.ytimg.com/bg/8gtSbgJyq96bH37qczMxFg/default.jpg?app=bg&amp;i=4155209" alt="" width="569" height="160" />Se l&#8217;idea di esibirvi alla <strong>Carnegie Hall di New Y</strong><strong>ork</strong> solletica il vostro ego, l&#8217;occasione è arrivata. Grazie all&#8217;<strong>orchestra sinfonica di YouTube</strong>. Si, perché, tra le tante trovate del sito tra i più visti al mondo, c&#8217;è un il progetto della prima orchestra virtuale. Tutti, amanti e amatori, professionisti e dilettanti della musica sono invitati a partecipare alle selezioni per entrare nella YouTube Orchestra. Partecipare ai <strong>provini</strong> è facile; basta accedere al sito, scegliere il proprio strumento ed esercitarsi sulla composizione appositamente scritta da <strong>Tan Dun</strong>, il noto compositore cinese autore della colonna sonora de <em>La Tigre e il dragone</em>. Sul sito tutti i materiali necessari per imparare ed esercitarsi; naturalmente, alla fine delle prove, sarà solo questione di caricare un video con la vostra esibizione. I finalisti, come da tradizione 2.0, saranno scelti da una giuria e dagli utenti di YouTube, e potranno finalmente esibirsi dal 25 aprile 2009 alla Carnegie Hall nella grande mela (viaggio e alloggio compresi!). Vale la pena di tentare&#8230;c&#8217;è tempo fino<strong> al 28 gennaio</strong>.</p>
<p>affrettatevi!  <a href="se l'idea di esibirvi alla Carnegie Hall di New York solletoca il vostro ego forse l'occasione è arrivata. Grazie all'orchestra sinfonica di YouTube. Si, perché tra le tante trovate del sito tra i più visti al mondo c'è un nuovo progetto, quello della prima orchestra virtuale. Tutti, amanti e amatori, professionisti e dilettanti sono invitati a partecipare ai provini per entrare nella YouTube orchestra. Partecipare ai provini è facile; basta accedere al sito, scegleiere lo strumento ed esercitarsi sulla composizione appositamente scritta da Tan Dun, il noto compositore cinese autore della colonna sonora de La Tigre e il dragone. Sul sito tutti i materilai necessari ad imparare ed esercitarsi; e naturalmente, alla fine delle prove, bisogna caricare un video con la vostra esibizione. i finalisti saranno scelti da una giuria e dagli utenti di YouTube, e potranno esibirsi dal 25 aprile 2009 alla Carnegie Hall nella grande mela (viaggio ealloggio compresi!). Val la pena di tentare...c'è tempo fino al 28 gennaio. Per altre informazioni, http://it.youtube.com/symphonyit  " class="external" target="_blank">http://it.youtube.com/symphonyit </a></p>
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		<title>Mozart - Sonata in DO K. 545 per pianoforte</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 08:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo 12 anni quando ascoltai,  per la prima volta, coscientemente, Mozart. Me ne innamorai immediatamente, fu un colpo di fulmine. Geometrie perfette, scale, arpeggi, note che si incastrano magicamente fra di loro rendendo piacere, grazia ed eleganza. Ascoltai mille volte quel pezzo, ascoltai mille volte La Sonata in Do K.545 per pianoforte. Provai a suonarla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo 12 anni quando ascoltai,  per la prima volta, coscientemente, <strong>Mozart</strong>. Me ne innamorai immediatamente, fu un colpo di fulmine. Geometrie perfette, scale, arpeggi, note che si incastrano magicamente fra di loro rendendo piacere, grazia ed eleganza. Ascoltai mille volte quel pezzo, ascoltai mille volte <strong>La Sonata in Do K.545 per pianoforte</strong>. Provai a suonarla, ma non ne ero capace. Mi intestardii cosi tanto che la imparai a memoria, ma i risultati scarseggiarono. Ora, dopo piu di dieci anni, ho provato a ristudiarla, e mi sono accorto che questa sonata &#8220;facile&#8221; proprio facile non è. E come allora percorrendo scale, arpeggi per entrambe le mani, che giocano, si rincorrono godo come una bestia.<br />
Elaborato probabilmente con finalità didattiche che si snoda in 3 parti: La prima è un <strong>allegro, </strong>poi un<strong> andantino e </strong>il terzo<strong> </strong>un <strong>rondò</strong>. La prima e l&#8217;ultima parte, a mio parere, sono le più difficili, mentre l&#8217;andantino è più abbordabile.<br />
Sono sicuro che dopo averla ascoltata, vorrete anche voi mettere le mani sul pianoforte. Probabilmente qualcuno di voi lascerà la ragazza e proverà piacere esclusivamente con lei, la k.545. <strong>Ascoltala:</strong></p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/6oDZo_1wAMY&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6oDZo_1wAMY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><a href="http://dl.getdropbox.com/u/439797/Spartiti/Mozart_Piano_Sonata_K_545.pdf" class="external" target="_blank">Scarica lo spartito gratis qua</a></p>
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		<title>Adriano Celentano - L&#8217;emozione non ha voce</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 10:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;emozione non ha voce significa 2 milioni di copie, 101 settimane nella top 50, un ennesimo e clamoroso successo per Adriano Celentano. La canzone scritta Gianni Bella e Mogol è uscita nel 1999, nell&#8217;album &#8220;io non so parlar d&#8217;amore&#8221;, che per l&#8217;appunto prende il nome dalle prime strofe di &#8220;l&#8217;emozione non ha voce&#8221;.
Se anche voi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:bbURK_ckmsIQeM:http://www.musicroom.it/img/adriano-celentano.jpg" alt="" width="116" height="116" /><em><strong>L&#8217;emozione non ha voce </strong></em>significa <strong>2 milioni di copie</strong>, <strong>101 settimane nella top 50</strong>, un ennesimo e clamoroso successo per <strong>Adriano Celentano</strong>. La canzone scritta <strong>Gianni Bella</strong> e <strong>Mogol </strong>è uscita nel <strong>1999</strong>, nell&#8217;album <strong>&#8220;io non so parlar d&#8217;amore&#8221;</strong>, che per l&#8217;appunto prende il nome dalle prime strofe di &#8220;l&#8217;emozione non ha voce&#8221;.</p>
<p>Se anche voi non avete le parole, potrete esprimere le vostre emozioni attraverso un altro mezzo, la musica, in particolare con le note del  pianoforte, con lo <strong>spartito </strong>di questa bellissima canzone. Scarica lo spartito con note e accordi <a href="http://s1.xzshare.com/686558190-Adriano_Celentano_-_L_emozione_non_ha_voce__2_.pdf" class="external" target="_blank">qua</a></p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/m910WHhCTpI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/m910WHhCTpI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Anno nuovo, spartito nuovo: Moonlight Serenade by Glenn Miller</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 23:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà dove sarò in questo momento!  Abbracciato a qualche bella fanciulla dopo una notte di passioni oppure abbracciato alla tazza del water dopo una notte di abusi. Bel dilemma, come quello della disputa tra Ughi ed Allevi, tra conservazione e innovazione, bene e male, bello-brutto, astemio-ubriacone.  E la storia procede, gli anni passano. Ecco arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid;" src="http://tbn3.google.com/images?q=tbn:Ebhrlbw9W8ic2M:http://smart.tin.it/feloma/luna.jpg" alt="" width="125" height="94" />Chissà dove sarò in questo momento!  Abbracciato a qualche bella fanciulla dopo una notte di passioni oppure abbracciato alla tazza del water dopo una notte di abusi. Bel dilemma, come quello della disputa tra Ughi ed Allevi, tra conservazione e innovazione, bene e male, bello-brutto, astemio-ubriacone.  E la storia procede, gli anni passano. Ecco arrivato il 2009, un anno che da piccolo immaginavo come il futuro spaziale, con lo skateboard volante di Ritorno al Futuro 2. Ed invece<span id="more-1607"></span> ho una multipla scassata che consuma più di un trattore da gara, per capirci quelli che facevano vedere a Eurosport che qualche volta esplodevano uccidendo il pilota. Niente donna ma tanti amori, uno dei quali il<strong> pianoforte e un blog</strong> con il quale condivido passione e spartiti. Mi sembra giusto dare un pizzico di romanticismo al 2009, proprio con uno spartito. L&#8217;autore è <strong>Glenn Miller</strong>. compositore e direttore d&#8217;orchestra americano. Il suo capolavoro <strong>Moonlight Serenade.</strong></p>
<p>Non so se questo è il modo migliore di augurarvi buon anno, ma spero che molti apprezzeranno i ritmi delicati e romantici di questo bellissimo pezzo. Scarica gratis lo spartito di <a href="http://dl.getdropbox.com/u/439797/Spartiti/Glenn%20Miller%20-%20Moonlight%20Serenade.pdf" class="external" target="_blank">Moonlight Serenade di Glenn Miller QUA.</a></p>
<p><strong>Buon Anno nuovo!</strong></p>
<p>Ps: lo spartito dovrebbe essere una trascrizione, non coperta da diritto d&#8217;autore. Per qualsiasi problema contattatemi.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/rZmB988vvSI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rZmB988vvSI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>A tutti i pessimisti……Buon anno!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 08:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Janis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno il natale ha srotolato il suo velo ovattato e rassicurante sopra le nostre teste. Il mondo intero è stato avvolto da una melassa appiccicosa e invitante, da cui è quasi impossibile districarsi. Come se i nostri muscoli fossero troppo deboli per permetterci di uscirne, rimaniamo li, immersi e felici, aspettando che anche l’ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid;" src="http://tbn2.google.com/images?q=tbn:jGkeiTsRFW69nM:http://images.teamsugar.com/files/users/1/15259/27_2007/ottimista-pessimista.jpg" alt="" width="133" height="117" />Anche quest’anno il natale ha srotolato il suo velo ovattato e rassicurante sopra le nostre teste. Il mondo intero è stato avvolto da una melassa appiccicosa e invitante, da cui è quasi impossibile districarsi. Come se i nostri muscoli fossero troppo deboli per permetterci di uscirne, rimaniamo li, immersi e felici, aspettando che anche l’ultima parte del nostro corpo sprofondi. Lentamente. L’attesa è dolce. Tra panettoni, spumante italiano, tovaglie rosse con renne e babbo natale, tentiamo come possiamo, di rimanere a galla. Nel frattempo la crisi sparisce. E se qualcuno la ricorda, non può che essere<strong> un pessimista</strong>. Una figura fastidiosa, quella del pessimista. Nemmeno paragonabile al comunista o al magistrato, i cui livelli di pericolosità, attualmente, risultano nulli.</p>
<p>Il pessimista è subdolo, dotato di una capacità di mimetizzazione fuori dal comune. Agisce solo, ma anche in branco, diffondendo cattivo umore, pensieri negativi e stimolando attività cerebrali troppo faticose per l’organismo, soprattutto in questo periodo dell’anno.</p>
<p>Ma vediamo nello specifico il profilo del pessimista tracciato dalla commissione Sorriso,  nominata direttamente dal governo, i cui membri<span id="more-1603"></span>, per motivi di sicurezza internazionale, rimangono per ora nell’anonimato:</p>
<p>- Il pessimista sfugge ad una classificazione certa; età, sesso, stato sociale sono variabili che non contano. Ognuno di noi può essere  un potenziale portatore di pessimismo.</p>
<p>- Il pessimismo può manifestarsi improvvisamente o al contrario essere il prodotto di una lenta maturazione interiore. Parliamo per questo di pessimisti una tantum, capaci di seminare negatività solo dopo un evento scatenante (sorprendi la moglie con l’idraulico mentre provano il Kamasutra che tu le hai appena regalato nel tentativo di sembrare alternativo) e di pessimisti recidivi. Quest’ultimi sono soggetti particolarmente pericolosi, incapaci di fermarsi dopo aver seminato la prima ondata di cattivo umore. Sono pessimisti cronici, che non riescono a cogliere il lato imprevedibile della vita. Sono individui tristi e poco creativi, manifestano scarso entusiasmo di fronte alle opportunità offerte dal mercato della flessibilità. Hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione, spesso con un mutuo da pagare e figli che si chiedono perché babbo natale sia stato così taccagno.</p>
<p>- Il pessimista cronico, nonostante la capacità di mimetizzazione, mostra dei segni fisici inconfondibili: occhiaie, denti gialli (uno dei motivi per cui il pessimista non ride mai), capelli e barba lunghi. Il pessimista non spende più di 13 euro per farsi i capelli; abolite dunque nozioni al ginseng e alla rosa canina, tagli asimmetrici e parrucchiere gay.  Indossa spesso gli stessi abiti, niente gioielli, solo 2 paia di scarpe.</p>
<p>- Il pessimista diffonde negatività in contesti che prevedono aggregazione di massa: bar, centri sociali, fermate dell’autobus, per non parlare poi di scuole e università. Ogni luogo può diventare fucina di pessimisti, pronti a contagiare chiunque vi si avvicini. Generalmente i pessimisti agiscono con l’intento di destabilizzare lo stato di felicità altrui; il vero pessimista riesce a mandare a puttane la tombolata di fine anno, ma anche il mercante in fiera, contestando l’aumento dei prezzi delle carte, soprattutto quelli del lattante e della paradisea.</p>
<p>- Il pessimista riesce a fare regali a 23 persone con soli 11 euro. Con il pessimista l’economia non gira. Niente tv al plasma, niente cellulare, niente I pod. Tutto ciò che può essere comprato a rate, piccole piccole, con un tasso del 34% settimanale, è eliminato.</p>
<p>Se vi riconoscete in questi punti, allora siete ufficialmente dei pessimisti. Ma non preoccupatevi, il piano  di sterminio sistematico dei pessimisti comincerà solo dopo le feste, quando, i membri della commissione Sorriso, saranno rientrati dai Caraibi, e tv e giornali cesseranno di occuparsi di cani abbandonati e apparizioni angeliche, per allietarci di nuovo con la cronaca politica. C’est la vie!!!</p>
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		<title>Uto Ughi Vs Giovanni Allevi - Botta e risposta</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 11:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Botta e risposta tra Uto Ughi, celebre violinista classico e Giovanni Allevi, giovane pianista, scrittore e compositore, star del momento. In una intervista rilasciata a &#8220;La Stampa&#8221;, Uto Ughi ha lanciato pesanti accuse al pianista, divenuto, secondo lui, il simbolo del nostro paese, dove a prevalere non sono il talento e le capacità ma le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 2px solid #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3083/3143062817_257573365e_m.jpg" alt="" width="240" height="180" />Botta e risposta tra <strong>Uto Ughi</strong>, celebre violinista classico e <strong>Giovanni Allevi</strong>, giovane pianista, scrittore e compositore, star del momento. In una intervista rilasciata a &#8220;La Stampa&#8221;, Uto Ughi ha lanciato pesanti accuse al pianista, divenuto, secondo lui, il simbolo del nostro paese, dove a prevalere non sono il talento e le capacità ma le apparenze. &#8220;Il suo successo mi offende. Un nano in confronto a Horowitz o a Rubinstein&#8221; continua il violinista, definendo la sua musica come &#8220;Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo&#8221;. E sul concerto di fine anno, in cui Allevi ha fatto da direttore d&#8217;orchestra, il maestro è rimasto senza parole, &#8220;uno spettacolo desolante&#8221;, in cui le massime autorità dello stato osannavano &#8220;questo modestissimo musicista&#8221;.</p>
<p>Le sua voce autorevole ha fatto una grande eco: migliaia di commenti sul web, sezioni di spettacolo e cultura prese d&#8217;assalto da migliaia di caratteri, articoli su articoli. A sostegno o meno.<a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.ilpiave.it/imgart/250608/ughi.jpg&amp;imgrefurl=http://www.ilpiave.it/modules.php%3Fname%3DNews%26file%3Darticle%26sid%3D6258&amp;usg=__qcoQmr4fB8LDi8RoB2E9CShoPvI=&amp;h=247&amp;w=300&amp;sz=41&amp;hl=it&amp;start=5&amp;um=1&amp;tbnid=ojzUgHpH-Rv04M:&amp;tbnh=96&amp;tbnw=116&amp;prev=/images%3Fq%3Duto%2Bughi%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN" class="external" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 1px solid;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:ojzUgHpH-Rv04M:http://www.ilpiave.it/imgart/250608/ughi.jpg" alt="" width="116" height="96" /></a></p>
<p>E il messaggio non ha tardato ad arrivare alle orecchie di Giovanni Allevi, che, prontamente ha controbattuto con nuove e scottanti affermazioni. Egli fa riemergere il tema della casta:  &#8220;<span style="color: #ff9900;"><strong>a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi</strong></span>, una casta, impegnata a perpetrare la propria concezione dell’arte e la propria esistenza.&#8221; Quindi, l&#8217;ondata di novità avrebbe mandato proprio questo vecchio apparato, in cui, Uto Ughi, è uno dei più grandi esponenti. Infine riafferma il proprio diritto ad essere un musicista, &#8220;Sono diplomato in Pianoforte con 10/10. Sono diplomato in Composizione col massimo dei voti. Ho pubblicato le mie partiture musicali. Sono un dottore in Filosofia, laureato con Lode e ho pubblicato i miei scritti.&#8221;</p>
<p>E se la sua musica giunge diretta al cuore delle persone non è importante che sia tecnicamente povera o evoluta, fondamentale è che il messaggio arrivi denso del suo significato. Ciò che Allevi ha cercato e cercherà di fare.</p>
<p>E voi cosa ne pensate?</p>
<p>Siete d&#8217;accordo con Uto Ughi o con Allevi?</p>
<p>Discutiamone, dopo aver letto le versioni integrali delle due interviste, riportate qua sotto (prelevate da http://romalive.wordpress.com/2008/12/28/uto-ughi-vs-giovanni-allevi).</p>
<p>Ps: la mia opinione al momento è contrastante. Non dico nulla per non influenzarvi, aspetto le vostre opinioni!<span id="more-1600"></span></p>
<p>24/12/2008 Sandro Cappelletto per “La Stampa”</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">ALLEVI SI LEVI DAI PIEDI - VIVA UTO UGHI CHE MASSACRA IL PIANISTA PIÙ POMPATO DAI MEDIA: “IL SUO SUCCESSO MI OFFENDE. UN NANO IN CONFRONTO A HOROWITZ O A RUBINSTEIN” - “non bisogna stancarsi di ricordare che Zucchero non è Beethoven”…</span></strong></p>
<p>Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo». Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi.</p>
<p>Il nostro violinista lo ha ascoltato - «fino alla fine, incredulo» - dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">D: Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole?</span></strong></p>
<p><strong></strong>«Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è “anche” un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>D: Come definire la sua musica?</strong></span></p>
<p>«Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non è Zucchero e Zucchero non è Beethoven. Ma Zucchero ha una personalità molto più riconoscibile di quella di Allevi».</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>D: C’è più dolore che rabbia nelle sue parole.</strong></span></p>
<p><strong></strong>«Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Tutto torna: è anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo. Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio, hanno armi spuntate per fronteggiarlo».</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">D: Che opinione ha di Allevi come esecutore?</span></strong></p>
<p><strong></strong>«In altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio».</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">D: Lui si ritiene un erede e un profondo innovatore della tradizione classica.</span></strong></p>
<p><strong></strong>«Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova. Questo è un equivoco intollerabile. E perfino nel suo campo, ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai più rilevanti di lui».</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">D: Però è un fenomeno mediatico e commerciale assai rilevante.</span></strong></p>
<p><strong></strong>«Si tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti».</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>D: Allevi è giovane. Non vuole offrirgli qualche consiglio?</strong></span></p>
<p><strong></strong>«Rifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non è neppure il vero responsabile di quello che dice».</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">D: C’è un aspetto quasi messianico in alcune sue affermazioni, in questa autoinvestitura riguardo al proprio ruolo per il futuro della musica.</span></strong></p>
<p><strong></strong>«Lui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!».</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">D: Ma come interpretare questo suo oscuro annuncio: «La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l’Islam sta avendo sulla civiltà occidentale?»</span></strong></p>
<p><strong></strong>«Evidentemente pensa che vinceranno Allevi e l’Islam. Vi prego, nessuno beva queste sciocchezze».</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">La replica di Allevi al violinista: «Da lui un attacco cieco e violento»</span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">GIOVANNI ALLEVI ROMA</span></strong></p>
<p>Sono uscito dal Senato alle 15.30, con in tasca una cravatta rossa. Me l’ha regalata un bambino, che era venuto con i genitori per assistere al concerto: «Tienila Giovanni, è tua. L’ho messa per te, per la prima volta in vita mia». Fuori, con mia grandissima sorpresa, ho trovato una grande folla radunata davanti Palazzo Madama, per salutare me e i professori d’orchestra. Ecco, Maestro Ughi, queste sono le immagini indelebili, che resteranno scritte nel mio cuore, indissolubilmente legate a quel concerto. Ora, proprio su questo tavolino, c’è un foglietto spiegazzato con sopra un autografo. Certo, in questi ultimi anni ho avuto l’onore di firmarne tanti. Ma quello che ho qui con me, l’ho voluto io. È l’unico autografo che abbia mai chiesto a un artista. Quella sera di dieci anni fa, me ne tornai al mio monolocale da una gremita Sala Verdi del Conservatorio di Milano, con in tasca quel foglietto, come fosse un gioiello. Non era stato facile nemmeno raggiungere il camerino dell’artista, per un nessuno come me, un anonimo studente in Composizione. Io non avevo amicizie influenti, a stento arrivavo alla fine del mese, affrontavo grandi sacrifici per diplomarmi in Composizione e il biglietto del concerto l’avevo pagato. Ma ora avevo l’autografo di uno dei più valenti violinisti del mondo: lei, Maestro Ughi.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Come ha potuto farmi questo?</strong></span> Come ha potuto sputarmi addosso tanto veleno, proprio il giorno della Vigilia di Natale? Lei si ritiene offeso, e di cosa? Come fa una musica a offendere, se è scritta e suonata con tutta l’anima? Una musica strumentale senza parole? Secondo lei, io non sarei degno di essere ammesso in Conservatorio. In realtà vi ho trascorso i miei migliori anni preparandomi a diventare, con cura, impegno e passione, un compositore di musica contemporanea. Sono diplomato in Pianoforte con 10/10. Sono diplomato in Composizione col massimo dei voti. Ho pubblicato le mie partiture musicali. Sono un dottore in Filosofia, laureato con Lode e ho pubblicato i miei scritti. Il mondo della musica classica è malato. Lei è uno dei pochissimi che è riuscito a viverlo da protagonista, ma forse non immagina cosa vuol dire studiare anni e anni uno strumento musicale per arrivare, sì e no, a insegnare in una scuola privata.</p>
<p>E così, <span style="color: #ff9900;"><strong>a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi</strong></span>, una casta, impegnata a perpetrare la propria concezione dell’arte e la propria esistenza. È una lobby di potere fatta di protettori e protetti, nascosti nelle stanze di palazzi per molti irraggiungibili. Dalla casta emerge sempre lo stesso monito: «La gente è ignorante, noi siamo i veri detentori della cultura». Ma proprio nelle aule del Conservatorio, analizzando le partiture dei grandi del passato, e confortato dal pensiero di Hegel nella Fenomenologia, <strong><span style="color: #ff9900;">ho maturato il convincimento che ogni epoca abbia diritto alla sua musica.</span></strong> Perché costringere il pubblico del nostro tempo a rapportarsi solo a capolavori concepiti secoli fa, e perdere così l’occasione di creare una musica nuova, verace espressione dei nostri giorni, che sia una rigorosa evoluzione della tradizione classica europea? La musica cosiddetta «contemporanea», atonale e dodecafonica, in ogni caso non è più tale, perché espressione delle lacerazioni che agitavano l’Europa in tempi ormai lontani. Ecco allora il mio progetto visionario. È necessario uno sforzo creativo a monte, piuttosto che insistere solo sull’educazione musicale, gettando le basi di una nuova musica colta contemporanea, che recuperi il contatto profondo con la gente. Ho provato a farlo, con le mie partiture e i miei scritti. È stato necessario.</p>
<p>Ci sono voluti altri dieci anni, oltre i venti di studi, e il risultato, per nulla scontato, è stato deflagrante: il pubblico, soprattutto giovane, è accorso ai miei concerti, di pianoforte solo o con orchestra sinfonica, come fossero eventi rock, a Roma e a Milano come a Pechino, New York e Tokyo. <span style="color: #ff9900;"><strong>Quella musica parla al cuore ma il suo virtuosismo tecnico e soprattutto ritmico richiede esecutori di grande talento.</strong></span> È una musica colta che non può prescindere dalla partitura scritta e che rifiuta qualunque contaminazione, con le parole, con le immagini, con strumenti musicali e forme che non siano propri della tradizione classica. Centinaia di giovani mi scrivono che, sul mio esempio, sono entrati in Conservatorio per studiare uno strumento o per intraprendere la via creativa della composizione. Come la storia dell’Estetica musicale insegna, in tutte le epoche ogni idea nuova ha dovuto faticare per affermarsi, divenendo poi, paradossalmente, la «regola» per i posteri. Quello che è certo è che quando il nuovo avanza fa sempre paura. Da amante di Hegel, quindi, sapevo benissimo che <strong><span style="color: #ff9900;">l’ondata di novità avrebbe mandato in crisi il vecchio sistema </span></strong>e che i sacerdoti della casta, con i loro adepti, non potendo riconoscere su di me alcuna paternità, avrebbero messo in atto una criminale quanto spietata opera di «crocifissione di Allevi». «Il suo successo mi offende…», «Le composizioni sono musicalmente risibili…», «È un nano…», ma l’assunto più grave che circola è: «Allevi approfitta dell’ignoranza della gente, attraverso una furba operazione di marketing». Niente di più falso! La mia è una musica classica, perché utilizza il linguaggio colto, la cui padronanza è frutto di anni di studio accademico. La mia è una musica nuova perché contiene quel sapore, quella sensibilità dell’oggi, che nessun musicista del passato poteva immaginare.</p>
<p>«Ogni mattina, quando si leva il sole, inizia un giorno che non ha ancora mai vissuto nessuno», afferma il teologo David Maria Turoldo. <strong><span style="color: #ff9900;">La mia non è una musica pop, perché non contempla alcun cantante, alcuna chitarra elettrica e batteria e non usa la tradizione orale, o una scrittura semplificata come mezzo di propagazione.</span></strong> Non c’è alcuna macchinazione, tutto è assolutamente limpido e puro: le persone spontaneamente hanno scelto di seguirmi. Ma bisogna smettere di ritenere ignorante la gente «comune». Il pubblico cui si rivolgeva Mozart nel XVIII secolo era forse più colto del nostro? Mai in Italia ci sono stati tanti studenti di musica come in questi tempi. Se la mia musica l’avesse infastidita, Lei poteva semplicemente cambiare canale. E invece, esprimendo un parere del tutto personale, si è voluto erigere a emblema di un mondo ferito, violento e cieco.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Non sono un presuntuoso, semmai un sognatore</strong></span>, e la mia musica, assieme alle mie intuizioni estetiche, non hanno mai voluto offendere nessuno. Io, a differenza di lei, non ricopro nessun ruolo istituzionale, non ho fatto intitolare nessun Festival a mio nome, non ho potere alcuno nel cosiddetto «mondo della musica», ma ciononostante mi si accusa di essere in un luogo, il cuore di centinaia di migliaia di persone, dove altri vorrebbero essere. Alla luce delle sue parole, sembra paradossale che lei sia Presidente dell’Associazione «Uto Ughi per i giovani». Il grande Segovia diceva: «I giovani compositori hanno fatto la mia fortuna, io la loro». Invece Lei ha scelto la via facile dell’ostruzionismo, dall’alto della sua conclamata notorietà. Quel suo autografo che ho sempre conservato gelosamente, dopo tanti anni, per me ora non conta più niente.</p>
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		<title>Il mio primo pezzo a 5 dita - In May F.Behr - Lezione n.27</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 15:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

		<category><![CDATA[filmati]]></category>

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		<category><![CDATA[in may]]></category>

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		<category><![CDATA[spartito]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente, dopo più di 30 esercizi di preparazione, siamo pronti per eseguire un pezzo a 5 dita. Un brano sconosciuto ma abbastanza orecchiabile, &#8220;In May&#8221; di F.Behr. Come già accennato qua sopra le note utilizzate sono limitate alle prime 5 note (dal do al sol) con qualche rara eccezione per la mano sinistra. Infatti questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente, dopo più di 30 esercizi di preparazione, siamo pronti per eseguire un pezzo a 5 dita. Un brano sconosciuto ma abbastanza orecchiabile, <strong>&#8220;In May&#8221; di F.Behr</strong>. Come già accennato qua sopra le note utilizzate sono limitate alle prime 5 note (dal do al sol) con qualche rara eccezione per la mano sinistra. Infatti questa mano &#8220;sbanda&#8221; leggermente verso il basso, toccando il si con il 5 dito, e verso  l&#8217;alto con il la, su cui andrà a poggiare l&#8217;1.</p>
<p>Spostare dalla posizione base la mano sinistra sarà l&#8217;unica nuova difficoltà che incontrerete, ma state attenti, le insidie si nascondono dietro ogni angolo. Sopratutto <strong>nelle ultime tre battute del secondo rigo! Attenzione!<br />
</strong></p>
<p>Un ultima raccomandazione: studiate a mani separate il brano e date molta importanza alla mano sinistra, sopratutto nella fase iniziale. Quando vi sentirete pronti, provate ad unire, studiando lentamente e andando avanti con estrema calma.</p>
<p><a href="http://dl.getdropbox.com/u/439797/Spartiti/In%20May%20-%20Franz%20Behr.pdf" class="external" target="_blank">Qua lo spartito</a></p>
<p>E il video dell&#8217;esecuzione</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/A50F-EPQ_28&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/A50F-EPQ_28&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Poesia &#8220;Natale&#8221; / Spartito &#8220;Carol of the bells&#8221; - Mykola Leontovich</title>
		<link>http://www.giuliocinelli.com/2008/12/28/poesia-natale-spartito-carol-of-the-bells-mykola-leontovich/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 01:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Bon</dc:creator>
		<category><![CDATA[Brani Facili]]></category>

		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

		<category><![CDATA[Garmin]]></category>

		<category><![CDATA[Leontovich]]></category>

		<category><![CDATA[natale]]></category>
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		<description><![CDATA[NATALE
S’è fatta pallida
l’ aria, veste perle
gelide tra polveri
d’angelica presenza
s’orna di pruni secchi
e cieli vetrati e
cristallini.
Anche io, nel mio
giaccone stinto
come la fragile
foglia ai miei piedi,
spero di cingermi
il polso di
perle fatate, rotonde
come la pallina con
festoni e fiocchi,
appesa
all’agrifoglio in festa!

Anche quest’anno il nonno mi ha tenuto in caldo la mancia natalizia.

Se col crescere degli anni una delle tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>NATALE</em></strong></p>
<p><em>S’è fatta pallida</em></p>
<p><em>l’ aria, veste perle</em></p>
<p><em>gelide tra polveri</em></p>
<p><em>d’angelica presenza</em></p>
<p><em>s’orna di pruni secchi</em></p>
<p><em>e cieli vetrati e</em></p>
<p><em>cristallini.</em></p>
<p><em>Anche io, nel mio</em></p>
<p><em>giaccone stinto</em></p>
<p><em>come la fragile</em></p>
<p><em>foglia ai miei piedi,</em></p>
<p><em>spero di cingermi</em></p>
<p><em>il polso di</em></p>
<p><em>perle fatate, rotonde</em></p>
<p><em>come la pallina con</em></p>
<p><em>festoni e fiocchi,</em></p>
<p><em>appesa</em></p>
<p><em>all’agrifoglio in festa!</em></p>
<p><a href="http://img187.imageshack.us/my.php?image=santa1qf0.jpg" target="_blank" class="external"><img src="http://img187.imageshack.us/img187/7421/santa1qf0.th.jpg" border="0" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" width="110" height="106" /></a></p>
<p>Anche quest’anno il nonno mi ha tenuto in caldo la <strong>mancia natalizia</strong>.</p>
<p><span id="more-1571"></span></p>
<p>Se col crescere degli anni una delle tante mie paure è il non poter più ricevere il piccolo ma utile sostegno economico dal nonno, rafforzo sempre di più la certezza che la stropicciata banconota da cinquanta euro mi venga messa tra le mani prima del pranzone natalizio. Forse con l’arrivo dei vent’anni questa gioiosa tradizione si estinguerà ma anche per questo natale il pensiero dal nonno è stato dalla sottoscritta molto gradito <img src='http://www.giuliocinelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>…e graditissimi sono stati anche quell’immancabile risotto ai funghi della zia, il pasticcio, la pearà (una variante di polenta veneta) e il tradizionale <strong>panettone </strong>(il quale, annualmente, lascio in maniera educata da parte per la presenza di canditi…)</p>
<p>Dopo quest’abbuffata che ogni anno mi costringe a rientrare a casa rotolando anziché camminando, mi concedo un po’ di dolce musica, e come sempre quella che vince su tutte è <strong>“Carol of the Bells”</strong>.</p>
<p><strong>“Carol of the Bells”</strong> (scelta ma riadattata anche come sottofondo della recente pubblicità del marchio “Garmin”) è un brano tradizionalmente associato al Natale ma che storicamente nulla ha a che vedere con tale ricorrenza. Si tratta, infatti, di una composizione che il musicista ucraino <strong>Mikola Leontovich</strong> scrisse nel <strong>1916</strong> utilizzando un canto del patrimonio folcloristico del suo paese. Tale canto venne poi tradotto in inglese nel 1936 da <strong>Peter Wilhousky</strong> e attualmente rappresenta non solo una delle più suggestive colonne sonore natalizie ma anche uno dei più bei brani per orchestra.</p>
<p>Ecco qui un video del brano:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/_Gp5Vd44AJQ&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_Gp5Vd44AJQ&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>…e la sua versione <strong>semplificata</strong>:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/FOq1VUPdjYk&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FOq1VUPdjYk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Qui trovate lo spartito che fa riferimento alla versione semplificata del brano (secondo video proposto):</p>
<p><strong><a href="http://www.take-a-piano-sheet-music-break.com/support-files/leontovych_md_carol_of_the_bells_piano.pdf" class="external" target="_blank">scaricalo gratuitamente qua</a><br />
</strong></p>
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